Lo sai che: le fogne di Roma

Sapevi che la Bocca della Verità era un tombino della Cloaca Maxima, l’antica fogna di Roma? Questa grande opera costruita intorno al VII secolo a. C. da Tarquinio Prisco  convoglia le acque della città da più di 2000 anni!

Ripercorriamo brevemente la storia delle fogne di Roma dando uno sguardo al passato per comprendere meglio il presente.

I Romani, ingegneri idraulici dell’antichità

I Romani erano notoriamente amanti dell’acqua, che usavano per le case, le terme, i giardini. Da sempre quindi hanno utilizzato le conoscenze e le tecnologie a loro disposizione per utilizzare al meglio questo bene primario attraverso acquedotti, terme e fontane. Ma erano anche attenti alla salute pubblica! Per risolvere il problema dell’acqua stagnante degli acquitrini di cui era piena la città antica, si ingegnarono per costruire le fognature o cloache come si chiamavano allora.

La Cloaca Maxima, la “fogna più grande”

La Cloaca Maxima, cioè la fogna più grande di Roma, venne costruita per bonificare la zona su cui sorse il Foro Romano, e da lì si snodò attraversando il Velabro, il Foro Boario per sboccare  infine nel Tevere. Divenne il più grande collettore di acque bianche e nere della città: misurava  dai 2,70 m ai 3,30 m in altezza, e la sua larghezza andava dai 2,12 metri all’argine fino ai 4,50 metri allo sbocco. Pur essendo percorribile dall’uomo, a differenza delle fogne di Parigi, la Cloaca Maxima non è visitabile. Il suo sbocco però è ancora visibile dal Ponte Palatino, sulla sponda sinistra del Tevere.

Per molti secoli la Cloaca Maxima rimase a cielo aperto. Questo non impedì comunque di risolvere numerosi problemi igienico-sanitari nella capitale imperiale. Successivamente, tra il II e I secolo a.c., venne coperta con delle volte in tufo, e interrata fino a 10 metri in alcuni punti. La Cloaca aveva numerose ramificazioni, che di fatto costituivano un vero e proprio sistema fognario dell’antichità. Nel 1800 venne allacciata alla rete fognaria urbana. Da allora continua incessantemente a lavorare per smaltire le acque fognarie della città che provengono dalle zone del Quirinale, Palatino e del Campidoglio, non senza qualche problema!

 

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