Perché non si deve buttare l’olio esausto nel lavandino?

Gettare olio esausto nel lavandino o nel wc è una pratica tanto comune quanto dannosa. Infatti, l’olio esausto è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente per non recare danni all’ambiente e anche agli scarichi dei nostri lavandini. 

Cosa sono gli oli vegetali esausti e perché sono dannosi

Per oli vegetali esausti si intendono oli di conservazione di alimenti come sottaceti, tonno, oli fritti, il grasso delle griglie e grassi di cottura, burro, ecc. Dopo la frittura, l’olio si modifica e si ossida, assorbendo le sostanze inquinanti prodotte dalla carbonizzazione dei residui alimentari. L’olio esausto delle fritture, infatti, non è biodegradabile e perde la sua organicità.

È stato calcolato che in Italia il 57% dell’olio alimentare esausto è prodotto in ambito domestico: sono circa 200.000 le tonnellate di olio fritto che finiscono nell’ambiente. In media, ogni famiglia, disperde oltre 5 litri di olio esausto all’anno.

dove buttare gli scarti d'olio in cucina

Una volta scaricato nel lavandino o nel wc, l’olio raggiunge le fogne trasformandosi in un potente agente inquinante che va ad intaccare la potabilità dell’acqua. Infatti L’olio che raggiunge lo specchio d’acqua della falda freatica può arrivare a creare uno strato spesso fino a 5 cm e può raggiungere pozzi di acqua potabile (anche molto lontani), rendendoli inutilizzabili. In assenza di impianti di depurazione, l’olio finisce direttamente nel suolo.

Oltre al lavandino e al wc, spesso l’olio esausto viene versato direttamente nei bidoni della spazzatura o nelle fognature.  Altre invece pensano che gli oli esausti possano essere riciclati come concime per le piante. Al contrario, invece, impediscono alle piante di nutrirsi, impoverendo anche il terreno di microorganismi.

Cosa succede se versi l’olio nel lavandino o nello scarico

Una volta gettato nel lavandino, l’olio esausto crea una pellicola che ottura lo scarico. Essa forma forma depositi di grasso che fungono da “colla” per tutti gli altri residui alimentari che finiscono nello scarico come verdure, caffè e altri scarti. Secondo alcuni studi un chilo d’olio crea una pellicola pari ad un chilometro quadrato.

Come smaltire l’olio esausto

Invece di gettare gli oli esausti, oggi è possibile riciclarli. Tra gli oli esausti ricilabili troviamo:

  • oli vegetali e grassi animali usati per fritture, per la preparazione degli alimenti o per la loro conservazione (es. sottoli, tonno, funghi, carciofini, condimento per riso ecc.);
  • oli e grassi alimentari deteriorati e scaduti (lardo, strutto, burro).

Molti comuni offrono un servizio di smaltimento di olio esausto che può essere raccolto in un apposito contenitore di plastica e poi consegnato ai centri di raccolta o consegnato ad un’“isola ecologica”. Inoltre esistono molti distributori di supermercati e benzinai che si occupano della raccolta. Gli oli così raccolti vengono trasformati in lubrificante vegetale per macchinari agricoli, oppure glicerina per la produzione di saponi. In Italia ci sono alcune associazioni che raccolgono gli oli esausti per produrre biodiesel, un carburante biodegradabile non tossico, che può alimentare qualsiasi motore diesel, nel pieno rispetto dell’ambiente. Secondo alcune stime, in Italia oltre l’85% dell’olio lubrificante usato proviene da oli esausti rigenerati,  un primato europeo se pensiamo al 56% della Germania e al 46% della Francia.

Qualunque metodo tu scelga per riciclare gli oli esausti ricorda sempre di lasciarli raffreddare, prima di versarli nei recipienti di raccolta. Nel caso di oli di frittura è bene sapere che questi possono essere filtrati per essere riutilizzati una seconda volta prima di essere buttati, riducendo quindi l’impatto ambientale e i consumi.

Se finora hai sistematicamente gettato gli oli esausti nel lavandino o nel wc, sarebbe utile chiamare un idraulico professionista per far controllare le tubature e verificare il loro stato di “salute”.

 

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